Chiara Macrì

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Scuola e cultura

LA CROCE COME IDENTITA' DI UN POPOLO

 

Lamezia Terme 6 novembre 2009

La Croce silente rappresenta la vittoria impossibile di un Dio fatto uomo che (Filippesi 2-8]) «umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce». La Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha accolto il ricorso di una famiglia di Abano Terme contraria alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. La sentenza ha suscitato immediate e quasi unanimi reazioni di segno contrario. Secondo l’avv. Nicolo' Paoletti, del Foro di Roma, legale di Soile Lautsi, «la Corte Europea ha affermato con la sua sentenza la necessità che lo stato sia neutrale di fronte ai fatti religiosi, e cioè la riaffermazione del principio di laicità dello stato, in modo tale che i singoli non si sentano di appartenere ad una minoranza». La parola laicità, in senso politico e sociale, denota la rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell'autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui. Certo la laicità dello Stato è alla base della democrazia rappresentativa che liberamente legifera negli interessi della collettività. Senz’altro l’interesse primario di uno Stato consiste nel tutelare e difendere le minoranze, ma il rispetto delle istanze minoritarie non può cancellare l’identità di un popolo.

È innegabile: l’identità religiosa si intreccia inevitabilmente con l’identità culturale del nostro Paese e per questo ritengo che il senso innato di ospitalità e accoglienza proprio degli italiani non si può spingere fino al punto di tradire la propria identità.

La croce è un simbolo antichissimo; ne sono stati rinvenuti reperti preistorici addirittura dell'età neolitica, per non parlare della croce ansatica egiziana, della swastika tibetana o della croce azteca di Tlaloc. Esiste in tutte le culture, anche in quella mussulmana dove ha un significato sapienziale: simbolo delle due direzioni dell'essere (verticale) e del fare (orizzontale), l'una dell'Anima l'altra della psiche e della materia. Il centro è il Cuore. 

A noi Cristiani, la Croce nel suo silente e discreto insegnamento indica al tempo stesso il sacrificio salvifico del Figlio dell’Uomo e il riscatto dell’Uomo che solo così riesce a salvarsi davanti a Dio.

Se per un credente la sua presenza rappresenta un monito e un conforto, per un laico o per un credente di una qualsiasi altra religione resta un insegnamento di profonda coerenza di un uomo che in nome di un’idea sacrifica se stesso fino alla morte e alla morte di croce. Insomma penso che la croce rappresenti un’opportunità di riflessione per tutti. Sacrificio, amore, dono di sé. Forse queste parole fanno paura. Ma questo è il messaggio della croce, il messaggio a cui tutti le donne e gli uomini e di qualsiasi cultura e professione religiosa siamo chiamati a seguire.

 

DON STURZO A 50'ANNI DALLA MORTE SEMPRE PIU' ATTUALE

Don Luigi Sturzo uomo nuovo

9 agosto 2009 

Formata con i Salesiani ho sempre concepito l'impegno nel sociale come un dovere di ogni cittadino. Don Bosco diceva «buoni cristiani, onesti cittadini». Ma l'«Appello ai Liberi e Forti» sturziano è un richiamo ancora più intenso, in quanto desta le coscienze di noi tutti ad impegnarci in prima persona per cambiare la realtà in cui viviamo. «Solo il Mezzogiorno può salvare il Mezzogiorno», questa l'idea sconvolgente del prete di Caltagirone. Guardando i fatti, la situazione del Mezzogiorno, nel suo insieme, e pur con situazioni molto diverse tra loro, non è certo rosea. Non per mancanza di capitale o per mancanza di infrastrutture o per mancanza di una banca del Sud come sembra credere il ministro Tremonti. Ma piuttosto per mancanza di senso di responsabilità, per scarso senso civico, per disonestà diffusa, per assistenzialismo, per aver ceduto sempre più terreno al potere della violenza e dell'illegalità, per una classe politica immonda, per una classe dirigente e professionale prevalentemente o complice o ostaggio.

 

 

INSIEME AI CITTADINI PER UNA SCUOLA DI QUALITA'

Sabato pomeriggio dalle ore 18.30 su Corso Nicotera, il Partito Democratico di Lamezia ha allestito dei banchetti per presentare la petizione nazionale "Per una scuola pubblica, di qualità, per tutti, più sicura e autonoma, capace di futuro" con l'intento di dare voce alla scuola e alla cittadinanza tutta in Parlamento entro maggio. Il taglio di 8 miliardi di Euro e di 132.000 lavoratori della scuola è una risposta sbagliata alla crisi economica. Il Governo in carica, senza nessuna concertazione con il mondo della scuola ha scelto